Proxmox (PVE) o un data center a portata di mano

Ecco un nome piuttosto barbaro che ricorda più un trattamento estetico che uno strumento informatico. Eppure Proxmox è di gran lunga uno strumento open-source di infrastruttura iperconvergente che merita di essere approfondito e soprattutto sfruttato.

In chiaro, avete a portata di mano e gratuitamente un ambiente di virtualizzazione multi-piattaforma, con immense possibilità di alta disponibilità, load balancing, storage, rete e tutto ciò su una piattaforma hypervisor Linux gestibile in CLI o interfaccia web.

È un sapiente mix di Debian e Ubuntu, una piattaforma modificata per la nostra più grande soddisfazione che non solo consente l’utilizzo su quasi ogni tipo di hardware, ma che in più è molto sicura e affidabile.

Ma allora, cosa rende questa piattaforma così incredibile — è solo un Linux come tanti altri?

No… o piuttosto sì, ma non solo. Su Proxmox, una volta installato sull’hardware di vostra scelta (optate per abbastanza RAM e CPU virtuali/fisiche) ciò vi offre 2 tipi di virtualizzazione:

· tramite container (LXC=Linux Containers). Eh sì, container!

· oppure tramite virtualizzazione classica (KVM=Kernel Virtual Machine).

Da notare che una volta installato, Proxmox si gestisce interamente da una console web con possibilità di 2FA per assicurarvi la sicurezza di accesso (CLI anche possibile). La riga di comando c’è sempre, ma la utilizziamo principalmente per gli aggiornamenti e alcune specialità di configurazione, perché il resto è davvero molto facile da raggiungere dalla console.

Shell

Proxmox/PVE 2FA

Bene… Docker come container esiste già, ma allora cos’altro c’è?

In Proxmox c’è già un LXC, quindi se avete bisogno di uno strumento analitico per i vostri siti web, di una piattaforma completa di helpdesk, di un reverse proxy, di uno strumento ERP o di un cloud personale… basta iniziare cercando nell’elenco dei template disponibili di tipo LXC (container) e installarli. Comprendono l’OS nonché l’applicazione necessaria e oltre a essere di piccole dimensioni, la loro installazione avviene in pochi secondi, al massimo pochi minuti. Tutto questo è già nativo su Proxmox. È container nativo.

È importante precisare che gli LXC di Proxmox si alimentano presso Turnkey dove una moltitudine di container è disponibile.

Sito Containers Turnkey

Template LXC (parziale)

Se ciò non vi basta o non trovate ciò che vi serve… potete anche installare Docker, Portainer o Yunohost tramite KVM per estendere ancora di più l’elenco dei container disponibili. Avete così accesso anche ai classici del web.

Potete anche installare un centralino telefonico 3CX su una VM, un server Windows 2022 o un Windows 11, come fareste su un VMware ESX. Solo che è un po’ di più e interamente gratuito (esiste un supporto a pagamento se necessario).

Piattaforma di tipo Guacamole per una sorta di RDS

Vi è quindi possibile creare piattaforme da LXC (basate su diversi Linux) o macchine virtuali che in questo caso potranno essere tanto Microsoft, Apple quanto Linux. Tutto è possibile e il limite sembra essere il « cielo ».

Nel caso delle piattaforme Microsoft, hanno ovviamente anche pensato e forniscono strumenti da installare (VirtIO Tools) per riconoscere e virtualizzare l’hardware.

Interfaccia web Proxmox

Tutto ciò richiede alcune conoscenze Linux, almeno le basi, ma la robustezza e la gamma di possibilità essendo così immense, vale ampiamente la pena investire un po’ di apprendimento. Non diciamo che sia alla portata di qualcuno non professionale, ma è accessibile e senza grandi spese.

Ok… quindi un hypervisor… VM e containerizzazione integrata, non male… e la rete, lo storage?

Sì, disporrete con poco hardware di un ambiente completo di tipo data center con gli stessi strumenti di ridondanza e di backup che potreste sperare solo presso un fornitore di hosting. Potete avere NAS, siti web in WordPress, una gestione delle password sicura, diversi potenti strumenti di GED o persino il vostro sistema di provisioning cloud a casa (Nextcloud). Dallo stesso posto potete gestire la vostra rete bridged o meno, i vostri storage sullo stesso server o remoti (NFS, ecc.).

Per evocare le possibilità di Proxmox occorrerebbe passarci più tempo che su un blog, ma il monitoraggio integrato delle risorse, la moltitudine di connessioni possibili verso storage di rete esterni non limitano in alcun modo le possibilità e offrono persino una funzione di HA (alta disponibilità) per pooling, permettendovi di spostare le vostre macchine (LXC o KVM) da un PVE a un altro in modo automatico in caso di sovraccarico o guasto, come fanno gli hoster.

Ogni settimana nuove soluzioni innovative compaiono, apportando identificazione, gestione di account LDAP o AD e persino strumenti di tipo RDS che danno accesso alle vostre macchine virtuali da un front di tipo browser, senza passare da una VPN, ma ben protetti comunque.

L’aggiunta di un reverse proxy in questo caso preciso vi permetterà di mettere in sicurezza le vostre macchine o servizi in SSL con una gestione dei certificati con Let’s Encrypt o terze parti.

PVE, riepilogo delle statistiche

Bisogna solo non perdersi e stabilire il proprio schema di infrastruttura logica, come per ogni architettura. Ci sono gli aspetti storage, risorse, poi gli aspetti sicurezza e infine applicativi. La gestione del tutto è notevolmente semplificata e Proxmox è un chiaro concorrente di altri hypervisor del mercato, ben più cari e più limitati.

In termini di supporto, come ogni strumento open source, c’è la community oltre al loro sito. Se non trovate la vostra risposta, o la domanda è mal posta, o avete dimenticato qualcosa o compiuto un errore elementare.

Quindi per riassumere, installerete Proxmox da una chiave USB. Ciò vi apporterà una console di base con un PVE (Proxmox Virtual Environment) da cui potrete iniziare a distribuire i vostri LXC o le vostre VM. Tutto questo potrà essere facilmente salvato tramite gli strumenti integrati.

Ci sono impostazioni da fare affinché tutto riparta correttamente dopo gli aggiornamenti e abbiate accesso a storage esterni, ma una volta in opera è estremamente robusto.

Ecco un esempio di Docker (Portainer) installato come KVM e dove ritroviamo container classici di reverse proxy, ERP ecc…

Portainer

Questo NAS open source offre tutto di un grande classico.

Statistiche server web (LXC)

In conclusione, la soluzione Proxmox è una soluzione durevole che consente l’accesso a una moltitudine di servizi professionali e sicuri nei vostri ambienti con un investimento ragionevole, permettendo a volte di colmare le lacune di un’infrastruttura esistente.Intel NUC

Per quanto riguarda l’hardware, raccomandiamo volentieri mini server di tipo Intel NUC o equivalenti, poco consumatori di energia, in grado di ospitare facilmente 64 GB di memoria e più, nonché storage M.2 o SSD.

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