Innanzitutto, cos’è un DNS e a cosa serve?
Il Domain Name System (Sistema dei nomi di dominio) o DNS è un servizio che associa i nomi di dominio Internet (come google.com) ai loro indirizzi IP pubblici. Fornendo, fin dai primi anni di Internet, intorno al 1985, questo servizio distribuito di risoluzione dei nomi, è diventato un componente essenziale dello sviluppo della rete informatica, perché evita di dover conoscere l’indirizzo IP di ogni sito che desideriamo visitare. Inoltre, gli indirizzi IP possono cambiare, mantenendo lo stesso nome DNS.
In sintesi, il DNS è il nome “ufficiale” e “facile” di un sito Internet dietro il quale si trovano uno o più indirizzi IP.
Saltiamo i dettagli sui 200 server distribuiti in 50 paesi che hanno le banche dati di tutti i siti Internet per consentire la loro corretta risoluzione.
Quindi questo vale per i siti Internet pubblici… ma poi ci sono anche DNS interni alle aziende per catalogare i computer e i server che vi si trovano nello stesso modo.
Questo tipo di servizio può essere di tipo statico o dinamico; per semplificare, può essere aggiornato manualmente al bisogno oppure, nell’ambito di un DDNS, aggiornarsi automaticamente (Microsoft).
Ma allora, va bene… tranne che in che modo mi riguarda, visto che è gestito su Internet dai fornitori di accesso?
Durante un accesso Internet, ogni utente/postazione utilizza (e risulta così identificabile) un indirizzo Internet pubblico legato all’abbonamento Internet da cui si accede a Internet. In generale, la maggior parte dei privati e delle aziende ha un solo indirizzo Internet pubblico, anche se ci sono più computer all’interno dell’azienda. Così, tutti gli utenti della stessa connessione appariranno con lo stesso indirizzo IP pubblico su Internet.
Ciò è reso possibile da una tecnologia chiamata NAT (Network Address Translation) che “nasconde” ciascun indirizzo IP interno e dà visibilità verso l’esterno solo dell’indirizzo IP pubblico. E poiché un indirizzo pubblico si paga, ciò consente inoltre di avere un numero illimitato di computer non esposti al pubblico e che utilizzano lo stesso indirizzo.
Una volta posti questi elementi di base, basta capire che per poter digitare www.google.com nel browser e ottenere qualcosa sullo schermo, occorre che un servizio di tipo DNS traduca “www.google.com” in un indirizzo IP pubblico di quel sito, poiché ogni sito o computer ha innanzitutto un indirizzo IP ed è l’unico linguaggio che comprende.
Collegando il computer, avrete un indirizzo interno del tipo 192.168.x.x e se siete curiosi e andate a cercare il DNS che vi è assegnato (sotto Windows, riga di comando, IPCONFIG /ALL), vedrete che uno o più server DNS vi sono così assegnati (secondo il router/DHCP). Può trattarsi semplicemente di un indirizzo interno del tipo 192.168.1.1 oppure di un server Google 8.8.8.8 o di quello del vostro ISP. A seconda di ciò che viene scelto, la ricerca su Internet sarà più o meno rapida e anche più o meno sicura. Da notare qui che gli ISP propongono i propri server per aumentare il livello di sicurezza, ma soprattutto di prestazioni per gli utenti e la visibilità del traffico.

Lo sappiamo bene: la maggior parte delle persone non se ne preoccupa… eppure dovrebbero.
Comprendete qui che il server DNS che vi è assegnato CONSERVERÀ tutte le richieste che farete su Internet, tutti i siti e i link che avrete digitato.
Naturalmente, per i più furbi, esistono server DNS anonimi che non conservano queste informazioni, per poter effettuare ricerche discrete. Tuttavia, questi server possono essere lenti, cambiano spesso, appaiono e poi scompaiono. Ciò richiede di aggiornare costantemente le informazioni DNS… noioso.
Qui avrete compreso l’importanza del DNS… ma non è tutto.
In termini di sicurezza, sapendo che i server DNS conservano le vostre informazioni e che la tecnologia è antica, per un hacker è tecnicamente possibile intercettare le vostre richieste e reindirizzarvi verso altri siti di phishing senza che lo sappiate.
È per rispondere a questo tipo di problematica e allo stesso tempo per filtrare i contenuti autorizzati di un’azienda che ricorriamo a un servizio del tipo OpenDNS di CISCO.
Utilizzando i server DNS di CISCO, tutte le richieste passeranno da loro e saranno filtrate, messe in sicurezza e validate per evitare disagi. Avete diversi filtri possibili per limitare l’accesso a Internet.


I 2 server DNS sono sempre gli stessi per l’utente.
Ciò vi darà anche accesso a statistiche, come il tasso di utilizzo o i nomi di dominio che sono stati cercati o rifiutati.
Ma come si fa?

Ci sono 2 modi di procedere: quello per le persone/aziende con un indirizzo IP pubblico fisso e quelle con uno dinamico.
La maggior parte dei privati ha un indirizzo pubblico dinamico, il che significa che cambia di tanto in tanto, mentre le aziende in generale ne hanno uno fisso.
Il più facile è con un IP fisso, perché basta creare un account gratuito (una sola rete, limitato) presso OpenDNS, aggiungere l’indirizzo IP pubblico per così registrare la propria rete presso di loro. Poi basterà configurare i servizi dell’azienda per utilizzare solo i server DNS menzionati sopra.
Nel caso di un indirizzo dinamico, invece, occorrerà anche aggiungere l’indirizzo pubblico per creare la propria rete (www.whatismyip.com), ma poiché è suscettibile di cambiare, quando ciò avviene i vostri server DNS non ritroveranno le loro coordinate e non accederete a Internet…
Occorre allora installare il loro agente Mac o PC che si occuperà di comunicare con CISCO e di dare loro l’indirizzo IP del momento.
Ecco! Con questa soluzione migliorate notevolmente la vostra sicurezza su Internet, ma anche, in un contesto familiare, potrete filtrare meglio i contenuti visibili e adattarli.
